La pet therapy incuriosisce molti genitori, educatori, psicologi, operatori sanitari e responsabili di strutture per anziani. È naturale chiedersi:
- Cos’è davvero la pet therapy (e cosa non è)?
- In cosa si differenzia dalle “attività assistite con animali” di cui si sente parlare?
- Quando può essere utile per bambini, anziani, persone fragili o a scuola?
- Come capire se un progetto vicino a te è serio, con professionisti qualificati?
In questo articolo facciamo chiarezza in modo pratico: niente promesse miracolose, ma informazioni concrete per orientarti, valutare i benefici reali e muovere i primi passi in sicurezza – anche grazie a strumenti digitali e community pet come PawsPet.
Che cos’è davvero la pet therapy?
In Italia, quando cerchiamo “pet therapy cos’è”, spesso mescoliamo sotto questa etichetta tante attività diverse con cani, gatti o altri animali.
In realtà:
- “Pet therapy” è un termine generico e “popolare”, non tecnico.
- A livello ufficiale si parla di Interventi Assistiti con gli Animali (IAA).
- Gli IAA comprendono diversi tipi di interventi, con obiettivi e modalità precise.
Le 3 grandi categorie di interventi assistiti con animali
Secondo le linee guida nazionali (Ministero della Salute, Accordo Stato-Regioni):
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AAA – Attività Assistite con Animali
- Obiettivo: benessere e socializzazione.
- Non hanno finalità terapeutiche o riabilitative strutturate.
- Esempi:
- incontri periodici con cani in una RSA per fare compagnia agli anziani;
- lettura con il cane in biblioteca per stimolare il piacere di leggere;
- visite di un team cane-conduttore in una scuola per parlare di rispetto degli animali.
-
EAA – Educazione Assistita con Animali
- Obiettivo: educativo e relazionale.
- Spesso utilizzata con bambini e ragazzi.
- Esempi:
- progetti a scuola per lavorare su empatia, responsabilità, rispetto delle regole;
- laboratori per bambini con difficoltà relazionali per imparare ad ascoltare e collaborare.
-
TAA – Terapia Assistita con Animali
- Obiettivo: sanitario o socio-sanitario, inserito in un progetto terapeutico.
- Richiede il coinvolgimento di medici, psicologi, terapisti.
- Esempi:
- sostegno a pazienti con disturbi dello spettro autistico (all’interno di un percorso multidisciplinare);
- supporto a persone in riabilitazione motoria o cognitiva;
- progetti in ospedale o centri di salute mentale, autorizzati e strutturati.
In sintesi: quando diciamo “pet therapy” in senso ampio, spesso ci riferiamo a uno di questi tre ambiti. Capire la differenza aiuta a scegliere il percorso giusto e a verificare la serietà dei progetti.
Come funziona un intervento di pet therapy (IAA)
Un intervento ben fatto non è “giochiamo un po’ col cane e vediamo che succede”. Anche per le semplici attività assistite con animali serve una progettazione minima.
I protagonisti: non solo l’animale
In un percorso di IAA intervengono:
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Referente di progetto / responsabile degli obiettivi
Spesso è un medico, psicologo, educatore o terapista. Definisce:- obiettivi (terapeutici, educativi, ricreativi);
- strumenti di valutazione;
- durata e modalità delle sedute.
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Coadiutore dell’animale (conduttore)
È la persona che lavora con l’animale (cane, gatto ecc.):- conosce il linguaggio e i segnali di stress del pet;
- gestisce le interazioni con i partecipanti;
- tutela il benessere dell’animale.
-
L’animale (cane, gatto, coniglio, cavallo…)
- Non è un “attrezzo”, ma un partner di lavoro.
- Deve avere specifiche caratteristiche di temperamento, socialità e stabilità emotiva.
- È sottoposto a controlli veterinari periodici e a un percorso di selezione/addestramento mirato al tipo di attività.
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Eventuali altre figure
- educatori professionali;
- insegnanti;
- fisioterapisti o logopedisti;
- volontari formati.
Le fasi di un progetto di pet therapy
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Valutazione iniziale
- Analisi della persona o del gruppo (bambini, anziani, pazienti).
- Definizione di bisogni, limiti, eventuali controindicazioni (allergie, paure intense, immunodeficienze ecc.).
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Progettazione dell’intervento
- Obiettivi chiari (es. “favorire la socializzazione”, “ridurre l’ansia in contesti protetti”).
- Numero di incontri, cadenza, durata.
- Scelta dell’animale e delle attività (accarezzare, spazzolare, condurre al guinzaglio, giochi di problem solving, lettura a voce alta vicino al cane, ecc.).
-
Svolgimento delle sedute
- Ambiente controllato e sicuro.
- Attività guidate dal team, rispettando sempre i segnali dell’animale.
- Presenza di un professionista in grado di monitorare la persona/il gruppo.
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Monitoraggio e valutazione
- Osservazione di cambiamenti nel comportamento, nel tono dell’umore, nelle capacità relazionali.
- Eventuali adattamenti del percorso in base alle risposte del partecipante.
-
Chiusura e restituzione
- Valutazione finale.
- Condivisione dei risultati con la famiglia, con la scuola o con l’équipe sanitaria.
Quali animali vengono usati nella pet therapy?
Quando pensiamo alle attività assistite con animali, ci vengono subito in mente cani e gatti. In realtà gli IAA possono coinvolgere:
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Cani
- I più utilizzati: socievoli, versatili, disponibili al contatto.
- Possono lavorare in ospedale, scuole, RSA, centri diurni.
-
Gatti
- Indicati per contesti più tranquilli e situazioni individuali o in piccoli gruppi.
- Possono favorire rilassamento, stimolo del contatto e del prendersi cura (carezze, spazzolatura, gioco).
-
Cavalli (ippoterapia, equitazione terapeutica)
- Utilizzati soprattutto per interventi di tipo riabilitativo, psicomotorio ed educativo.
- Richiedono strutture e competenze specifiche.
-
Conigli, piccoli roditori, altri animali
- Più rari, ma utilizzati in progetti particolari (es. bambini molto piccoli, contesti educativi).
Importante: non tutti i cani o gatti sono adatti alla pet therapy. È necessaria una accurata selezione, formazione e tutela del loro benessere psico-fisico.
Benefici possibili: cosa dice la ricerca (senza promesse miracolose)
La presenza di un animale può offrire diversi benefici psico-sociali, anche se non sostituisce in alcun modo terapie mediche o psicologiche.
Gli studi suggeriscono che, in contesti strutturati, gli interventi assistiti con animali possono:
-
Ridurre la percezione di solitudine
Soprattutto in anziani, persone istituzionalizzate, bambini ospedalizzati. -
Favorire la socializzazione
L’animale diventa un “ponte” per creare legami, parlare, collaborare. -
Aumentare motivazione e partecipazione
In riabilitazione, molti pazienti sono più motivati a svolgere esercizi se coinvolge anche il cane. -
Promuovere rilassamento e regolazione emotiva
Il contatto fisico, il ritmo della respirazione dell’animale, il gesto ripetitivo di accarezzarlo possono favorire calma e concentrazione in alcune persone. -
Stimolare funzioni cognitive e motorie
Giochi di problem solving, prendersi cura dell’animale, piccoli esercizi con il cane possono lavorare su attenzione, memoria, coordinazione.
Tuttavia:
- gli effetti variano molto da persona a persona;
- dipendono dalla qualità del progetto, dal team e dal corretto inserimento nella rete di cura o educativa;
- non esistono garanzie: la pet therapy non è una “cura magica”.
Per qualsiasi problematica sanitaria o psicologica è fondamentale affidarsi a professionisti qualificati (medici, psicologi, terapisti) e considerare gli IAA come supporto complementare, non sostitutivo.
Pet therapy per bambini: quando può aiutare
Molti genitori cercano informazioni su “pet therapy per bambini e anziani” e in particolare sul possibile aiuto per:
- difficoltà relazionali o emotive;
- timidezza marcata;
- disturbi del neurosviluppo (come l’autismo);
- ospedalizzazioni o malattie croniche.
Ambiti in cui gli IAA con bambini sono spesso utilizzati
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Supporto emotivo in ospedale
- Visite di cani in reparto pediatrico (AAA);
- alleggeriscono l’ansia, offrono momenti di gioco e normalità.
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Progetti educativi a scuola (EAA)
- Laboratori sul rispetto degli animali, cura e responsabilità;
- percorsi su empatia, gestione delle emozioni, collaborazione nel gruppo classe.
-
Percorsi individuali o in piccoli gruppi
- Inseriti in programmi seguiti da psicologi, neuropsichiatri, terapisti;
- possono sostenere obiettivi specifici (migliorare il contatto oculare, la comunicazione, la tolleranza alle frustrazioni).
Cosa possono fare i genitori in pratica
- Parlare con il pediatra o lo specialista che segue il bambino.
- Informarsi su centri o associazioni che propongono IAA (vedi sezione “come trovare progetti qualificati”).
- Valutare la disponibilità reale del bambino al contatto con gli animali (paure, allergie).
Mini-checklist per i genitori
- Mio/a figlio/a ha piacere o curiosità verso cani/gatti?
- Ho parlato con il pediatra / specialista dell’idea di un percorso con animali?
- Ho verificato che non ci siano allergie importanti?
- Ho controllato che il progetto preveda personale sanitario/educativo qualificato?
- Ho letto il patto informativo (finalità, durata, modalità, costi)?
Pet therapy per anziani: compagnia, stimolo, memoria
Negli ultimi anni, molte RSA, centri diurni e strutture per anziani hanno introdotto attività assistite con cani e gatti.
Obiettivi più frequenti con le persone anziane
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Ridurre solitudine e isolamento
- l’animale “rompe il ghiaccio” e invita alla comunicazione;
- stimola sorrisi, ricordi, racconti di vita.
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Favorire il movimento leggero
- avvicinarsi al cane, accarezzarlo, spazzolarlo;
- piccoli esercizi (allungare le braccia, palleggiare con una pallina).
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Stimolare memoria e funzioni cognitive
- ricordare il nome dell’animale;
- ripetere semplici regole o sequenze di azioni (prima prendo la spazzola, poi…).
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Dare un ruolo attivo
- l’anziano non è spettatore passivo, ma partecipa nel prendersi cura, dare comandi, proporre giochi.
Alcune attenzioni importanti
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Valutazione medica preventiva:
- problemi immunitari, allergie, rischio di cadute, fobie.
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Selezione dell’animale:
- cane calmo, abituato a ausili (deambulatori, carrozzine);
- tollerante verso contatti non sempre delicati.
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Durata e frequenza:
- sedute non troppo lunghe per evitare affaticamento;
- preferibilmente piccoli gruppi.
Suggerimenti pratici per familiari e strutture
- Chiedere se le attività con animali sono inserite nel PAI (Piano Assistenziale Individualizzato).
- Assicurarsi che esista un protocollo igienico-sanitario (vaccinazioni, controlli veterinari).
- Verificare che gli animali non vivano in struttura se non in condizioni di benessere adeguato.
Pet therapy a scuola: progetti educativi con cani e gatti
Le scuole (infanzia, primaria, secondaria) possono attivare progetti di educazione assistita con animali (EAA) per:
- educazione civica e ambientale;
- inclusione di alunni con bisogni educativi speciali;
- prevenzione del bullismo e promozione dell’empatia.
Come può aiutare un progetto di EAA a scuola
-
Migliora il clima di classe
L’animale è un elemento neutro e positivo che favorisce:- collaborazione;
- rispetto di regole condivise;
- comunicazione non violenta.
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Sviluppo di competenze trasversali
- responsabilità (turni per le attività con il cane);
- pazienza e attesa del proprio turno;
- gestione delle emozioni (imparare a calmarsi per non spaventare l’animale).
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Educazione al rispetto degli animali
- corretta gestione del cane o del gatto;
- prevenzione di comportamenti rischiosi (tirare la coda, disturbare mentre mangia).
Cosa dovrebbe avere un buon progetto di pet therapy a scuola
- Convenzione o accordo tra scuola e ente che realizza gli interventi.
- Figure competenti: coadiutori dell’animale, educatori, eventuale psicologo.
- Assicurazione e rispetto delle norme igienico-sanitarie.
- Consenso informato delle famiglie.
- Valutazione dei rischi (allergie, paure marcate, condizioni mediche particolari).
Come riconoscere progetti seri e professionisti qualificati
Quando cerchi “come trovare progetti di pet therapy vicino a me”, è importante saper valutare a chi ti stai affidando.
Requisiti fondamentali di un intervento serio
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Chiarezza sugli obiettivi
- ricreativi/sociali (AAA);
- educativi (EAA);
- terapeutici (TAA, con figura sanitaria).
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Equipe multidisciplinare (soprattutto per EAA e TAA)
- medico / psicologo / terapista;
- educatore;
- coadiutore dell’animale;
- veterinario di riferimento.
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Formazione specifica in IAA
I componenti del team dovrebbero aver frequentato corsi riconosciuti in interventi assistiti con animali, non solo corsi generici di educazione cinofila. -
Tutela del benessere animale
- numero massimo di ore di lavoro al giorno;
- periodi di riposo;
- possibilità di “uscire” dalla situazione se stressato.
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Documentazione e consenso informato
- modulo informativo con: durata, costi, modalità, eventuali rischi;
- raccolta del consenso da parte dei genitori/tutori o della persona coinvolta quando possibile.
Domande pratiche da fare prima di aderire
- Chi è il responsabile sanitario/educativo del progetto?
- Che formazione hanno i membri del team in IAA?
- Che tipo di assicurazione è prevista?
- Come viene valutato il benessere dell’animale?
- È previsto un colloquio iniziale per capire se il percorso è adatto al mio caso?
In caso di dubbi su salute fisica o mentale, parlane sempre con il medico curante o lo specialista prima di iniziare qualunque percorso di pet therapy.
Come trovare progetti di pet therapy vicino a te
Per trovare attività assistite con animali, progetti educativi o terapici nella tua zona puoi:
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Chiedere ai professionisti che già ti seguono
- pediatra, medico di base, psicologo, neuropsichiatra;
- educatori, insegnanti di sostegno, fisioterapisti.
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Contattare strutture del territorio
- centri di riabilitazione;
- associazioni e cooperative sociali;
- centri cinofili che dichiarano di lavorare anche in IAA.
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Verificare gli elenchi ufficiali regionali (dove presenti)
- alcune Regioni pubblicano elenchi di enti o progetti autorizzati.
-
Usare strumenti digitali e community pet
- app e piattaforme dedicate al mondo pet possono aiutarti a:
- trovare professionisti e servizi specializzati;
- leggere recensioni e esperienze di altre famiglie;
- contattare direttamente i centri.
- app e piattaforme dedicate al mondo pet possono aiutarti a:
Come può aiutarti PawsPet
PawsPet nasce come app e community pet per mettere in contatto proprietari, professionisti e servizi per animali. In molte città puoi:
- cercare servizi pet professionali (educatori, centri cinofili, veterinari, pet sitter);
- scoprire se offrono anche progetti di IAA/pet therapy o collaborano con realtà che li propongono;
- leggere recensioni reali di altri utenti;
- salvare nei preferiti i contatti più affidabili.
In più, PawsPet ti permette di:
- gestire l’anagrafica e la salute del tuo cane o gatto (vaccini, visite, documenti);
- ricevere promemoria per controlli veterinari e profilassi;
- restare connesso/a a una community pet attenta al benessere degli animali.
Vivere con un cane o un gatto è pet therapy?
Avere un cane o un gatto in famiglia porta spesso:
- compagnia quotidiana;
- routine (passeggiate, pasti, cure);
- momenti di gioco e affetto.
Tutto questo può avere effetti positivi su benessere, umore e relazioni, ma non va confuso con la pet therapy intesa come intervento strutturato.
Differenze chiave
-
Relazione quotidiana con il proprio pet
- spontanea, non programmata, senza obiettivi clinici formali;
- centrata su affetto reciproco, cura, gioco.
-
Interventi Assistiti con Animali
- progettati, con figure professionali e obiettivi chiari;
- con valutazione iniziale e finale.
Questo non significa che il tuo cane o gatto “valga meno” di un cane da IAA: semplicemente, svolge un ruolo diverso.
Tuttavia, puoi comunque:
- prenderti cura del tuo pet per migliorare il tuo stile di vita (uscire di casa, muoverti di più, strutturare la giornata);
- coinvolgerlo in attività che rafforzano il legame (educazione gentile, giochi, passeggiate sicure).
Anche qui strumenti come PawsPet possono aiutarti a monitorare salute e abitudini del tuo animale, ricordando visite veterinarie, vaccini e profilassi, così da garantire il suo benessere nel lungo periodo.
Suggerimenti pratici: come capire se la pet therapy è adatta al tuo caso
Ecco una checklist ragionata per orientarti:
1. Definisci il tuo bisogno
- Vuoi compagnia e socializzazione per un anziano?
- Cerchi un percorso educativo per tuo figlio e la classe?
- Hai una indicazione dello specialista per un supporto in un quadro clinico più complesso?
➡ In base a questo, valuta se ti servono AAA, EAA o TAA.
2. Valuta la persona che parteciperà
- Ci sono allergie agli animali?
- Paure molto forti che rischiano di trasformare l’esperienza in qualcosa di stressante?
- Ci sono limiti fisici importanti che richiedono particolari attenzioni?
3. Parla con il medico / specialista di riferimento
- Spiega perché pensi che un progetto con animali possa aiutare.
- Chiedi se esistono controindicazioni specifiche.
- Domanda se conosce realtà qualificate nel territorio.
4. Valuta con attenzione la struttura o il professionista
- Verifica curriculum e formazione specifica in IAA.
- Chiedi se gli animali hanno controlli veterinari regolari.
- Informati su come viene valutata l’efficacia del percorso (soprattutto in TAA).
5. Ascolta la persona interessata
- Un bambino o un anziano deve essere coinvolto rispettosamente.
- Se mostra rifiuto netto o forte disagio, forzare la situazione è controproducente.
Conclusioni: pet therapy come opportunità, non come miracolo
La pet therapy – o meglio, gli interventi assistiti con animali – possono essere una risorsa preziosa per:
- bambini in contesti educativi e terapeutici;
- anziani soli o in strutture;
- persone che affrontano percorsi di cura o riabilitazione.
Funzionano meglio quando:
- sono inseriti in un quadro multidisciplinare, insieme ad altre terapie o interventi educativi;
- sono gestiti da professionisti seri, con formazione specifica;
- rispettano sempre il benessere dell’animale coinvolto.
Se stai valutando un percorso di questo tipo:
- confrontati con i professionisti che già ti seguono;
- informati con calma sui progetti presenti nella tua zona;
- verifica che non si tratti di soluzioni “miracolose”, ma di proposte realistiche e trasparenti.
Per trovare realtà affidabili e restare connesso/a a una community pet attenta e responsabile, puoi usare l’app PawsPet:
- scopri servizi pet qualificati nella tua città;
- leggi le esperienze di altri utenti;
- gestisci in modo semplice salute e documenti del tuo animale.
Così farai scelte più consapevoli, nel rispetto di chi ami: le persone e gli animali che ti stanno accanto.
FAQ sulla pet therapy
La pet therapy è adatta a tutti?
No. Anche se molte persone traggono beneficio dal contatto con gli animali, ci sono controindicazioni possibili:
- allergie gravi a pelo o saliva;
- immunodeficienze importanti;
- fobie severe dei cani/gatti;
- difficoltà nel controllo dell’impulsività che possono mettere a rischio l’animale.
Prima di iniziare, confrontati sempre con il medico curante o lo specialista.
Quanto dura un percorso di pet therapy?
Dipende da:
- tipo di intervento (AAA, EAA, TAA);
- obiettivi (ricreativi, educativi, terapeutici);
- contesto (scuola, RSA, studio privato, ospedale).
Può variare da pochi incontri (es. laboratorio scolastico di 4–6 incontri) a percorsi più lunghi, inseriti in progetti terapeutici duraturi. Chiedi sempre un calendario indicativo e modalità di valutazione dei risultati.
Posso fare pet therapy con il mio cane?
In generale, no nel senso clinico/strutturato del termine.
Per partecipare a progetti di IAA, il cane deve:
- essere selezionato per temperamento e caratteristiche fisiche;
- seguire un percorso di formazione specifico;
- essere gestito da un coadiutore dell’animale formato.
Puoi certamente rafforzare il legame con il tuo cane e trarre beneficio dalla sua presenza nella tua vita, ma non è la stessa cosa di un intervento formalizzato di pet therapy.
Quanto costa un progetto di pet therapy?
I costi variano molto in base a:
- durata e intensità del percorso;
- numero di professionisti coinvolti;
- contesto (privato, scuola, struttura pubblica o convenzionata).
Alcuni progetti sono finanziati da enti o associazioni e possono essere gratuiti o a costo ridotto per gli utenti. È importante chiedere sempre:
- preventivo chiaro;
- cosa è incluso (valutazione iniziale, sedute, report finale);
- eventuali spese extra (visite preliminari, materiali).



